Battistino Bonali

Battistino Bonali, scalatore di fama internazionale, venne in Perú per la prima volta nel 1990, per scalare le magnifiche cime della Cordillera Blanca, insieme ad alcuni ragazzi della scuola di intagliatori di Chacas. In questa occasione conobbe Padre Ugo De Censi e le attivitá dell' Operazione Mato Grosso, e se ne innamoró a tal punto da decidere di ritornare tre anni dopo.

A differenza di molti degli alpinisti che frequentano queste cime, seppe accorgersi della estrema povertá della gente che vive ai piedi delle montagne, e non restó indifferente.

Nel 1991 raggiunse la vetta dell'Everest in completo stile alpino (Great Gouluase).

Attraverso la grande amicizia nata con Padre Ugo, ritornó nel 1993 per lanciare una grande impresa: scalare la parete nord del Huascarán, lungo l'irripetuta Via Casarotto (1977) con lo slogan "Salire in alto per aiutare chi sta in basso". Morí tragicamente il giorno 8 agosto 1993, insieme all'amico Giandomenico Ducoli, durante la scalata alla parete Nord del Huascarán, quando ormai mancavano poche decine di metri all' uscita in vetta.

Riportiamo qui una poesia scritta da lui:

GRAZIE MONTAGNA

per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho appreso a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare
un sorso di acqua fresca,
perché, stanco, mi sono fermato
e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore,
la libertá del volo degli uccelli,
respirare il profumo de la semplicitá,
perché solo immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso
la mia necessitá di veritá e amore,
perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicitá,
si ottengono solo con sforzo,
e chi non sa soffrire,
non potrá mai capire.